“Vi ascolto...”

...storie scolpite nei volti...

Etiopia, lontana nel tempo e nello spazio oltre ogni immaginazione. Scene di vita di altri tempi, irrimediabilmente scomparse alla nostra memoria. Sequenze che resistono ancora in queste terre sperdute dove il tempo sembra non scorrere, o meglio, ha un suo corso naturale che va dal sorgere del sole fino al calare della notte.

Oggi le etnie che vivono lungo il corso del fiume Omo sono più di cinquanta, alcune assai difficili da raggiungere.
Il tempo, fermo per secoli, con l’arrivo delle strade e dei turisti inizia a muoversi con ritmi inconsueti e ho paura che le scene di vita, la tranquillità, l’assenza di rumori e caos scompariranno anche qui tra breve... Incontrando le persone per strada, nelle città e nelle tribù mi trovavo ad affrontare un sentimento di dolore, di compassione suscitato dal dialogo con i volti conosciuti. Volti che misurano e rispecchiano la realtà con lo sguardo, mettendola a nudo... sguardi di sfida, di grido, di preghiera.

Visi duri e diffidenti, ma pronti per essere immortalati da una foto diventata ormai un ottimo guadagno e merce di scambio, conseguenza del turismo sempre più frequente... presenze che rubano dignità a persone in difficoltà... Luce che incide, giorno dopo giorno, i segni del vissuto nei volti di un popolo ferito che pretende almeno rispetto.

Scelgo di avvicinarmi il più possibile... dò la possibilità di dirmi con gli occhi quello che non riescono a comunicare con le parole... la confusione circostante scompare... contatto profondo...
Vi do la parola, una seconda occasione... parlate!

Sana